Speciale Trentennale
30 anni di attività
Carissimi soci donatori e amici,
ricorre questo anno il trentesimo anniversario della nostra Associazione,
un traguardo certamente importante e significativo per noi tutti.
Il fervente spirito di solidarietà e impegno sociale che
nel 1973 spinse i soci fondatori* ad istituire il gruppo AS.MA.DO.VO.S
ASsociazione MAtinese DOnatori VOlontari del Sangue,
in memoria del carissimo ed indimenticabile Dott. Carmelo Filograna,
è ancora oggi la caratteristica che ci contraddistingue e
che ci ha permesso di diventare una realtà viva ed apprezzata,
un sicuro punto di riferimento per il "ben-essere"del
paese. Questa pubblicazione vuole essere semplice testimonianza
per ricordare e riflettere sul valido contributo di coloro che,
soci, donatori, presidenti, collaboratori, sono stati protagonisti
di questo nostro percorso.
Abbiamo pensato, pertanto, di dare particolare rilevanza a tale
ricorrenza organizzando alcune iniziative per promuovere la conoscenza
del volontariato, il suo ruolo, le sue dinamiche e prospettive di
sviluppo. Questo, infatti, consente una conoscenza ampia ed aggiornata
del fenomeno in sintonia con i cambiamenti culturali ed i necessari
obiettivi di intervento, permettendoci così di donare un
futuro a tutti i bisognosi di trasfusioni, mettendoci al servizio
delle persone in un contesto di assoluta fratellanza ed umanità.
I risultati conseguiti in questi anni evidenziano chiaramente una
crescita dell'Associazione sia per numero di soci che per donazioni,
ma soprattutto una maggiore sensibilità nei gesti: oggi molti
donatori si recano spontaneamente presso i centri trasfusionali
consapevoli di essere soggetti partecipi di una "nuova vita".
La perfetta sinergia e collaborazione che si sono instaurate tra
le varie componenti e l'armonia che da tempo, ormai, regna
nei rapporti con le altre associazioni del nostro territorio implica
la volontà a superare ogni difficoltà, una maturità
ed una voglia nell'affrontare le incombenze e le azioni di
più alto impegno e responsabilità.
A tutti voi, l'invito a non sentirsi estranei, bensì
parte attiva. Solo a queste condizioni, credo, il volontariato e
la nostra Associazione potranno continuare a crescere, a essere
presenti nel sociale e svolgere adeguatamente la propria azione.
Un sentito ringraziamento a Voi tutti qui presenti ed agli amici
Soci, per la partecipazione, i consigli e suggerimenti che vorrete
fornirci al fine di meglio comprendere ed analizzare una problematica
sì delicata, articolata e importante per la crescita della
nostra Associazione e il ruolo sociale cittadino e territoriale.
Giorgio ROMANO
Presidente FRATRES
* Sigg. Bandiello Paola, Barone Maria Stella, Conte Flavio,
D'ambrosio Anna Maria, Garzia Cosimo, Marsano M. Donato, Nassisi
Antonio, Panico Mario, Perrella Vittoria, Piccinno Irene, Piccinno
Laura, Piccinno Maria Ivelise, Primiceri Aldo, Primiceri Luigi ,
Provenzano Flavio, Provenzano Giorgio, Romano Fabrizio, Sergio Rosario
Auguri da parte del Sindaco
Ho accolto con immenso piacere l'occasione che mi è stata
data per porgere gli auguri più sinceri alla FRATRES "Dott.
Carmelo Filograna", ai suoi donatori, ai dirigenti per il trentennale
dell'attività a Matino.
Mi piace anche sottolineare la stima e la gratitudine dell'intera
collettività per l'opera meritoria che l'Associazione svolge
all'insegna della solidarietà e del rispetto dei valori
umani.
Ciò è motivo di impegno per una maggiore collaborazione
con le Associazioni di Volontariato che spesso operano in condizioni
di estrema difficoltà e pregiudizio.
Ringrazio tutti coloro che si prodigano per questo nobile fine,
rivolgendo loro l'invito a continuare nel futuro con la stessa forza,
costanza e tenacia che li ha contraddistinti fino ad ora.
Dott. Giorgio PRIMICERI
Sindaco di MATINO
Augurio del Sen. Dr. Rosario Giorgio Costa
Carissimi associati e amici del Gruppo Donatori di Sangue Dott.
Carmelo Filograna di Matino.
L'occasione del trentennale della Fondazione della Sezione di Matino
è buona per andare col pensiero all'indietro e ricordare,
sia pure per un attimo, il momento in cui un manipolo di volenterosi
e di benemeriti pensarono di costituire questo "Gruppo"
in Matino e successivamente intitolarlo al compianto Dott. Carmelo
Filograna, che fu Sindaco di questa città e fu uomo molto
buono e generoso anche per la sua vocazione all'assistenza
correlata alla sua abituale professione di medico di questa comunità.
Un grazie a tutti coloro che si sono avvicendati nel libro degli
iscritti e dei donatori abituali tra i quali ho avuto e ho il privilegio
di essere annotato.
Un grazie a coloro che hanno di volta in volta rappresentato l'Associazione
come Presidenti e componenti il Consiglio Direttivo. Costoro hanno
spesso lasciato le loro cose, le cose delle loro famiglie per dedicarsi
al bene comune e per stimolare lo spirito di donazione che, sia
chiaro, agli albori non era così grande come lo è
oggi. Quindi un merito notevole dell'Associazione è stato
anche quello di aver creato cultura, una nuova cultura; quella della
donazione del sangue e di aver fatto sì che questo gruppo
diventasse tra i più benemeriti e tra quelli che più
concorrono alla raccolta di questo elemento umano così necessario
per la cura dei malanni delle persone.
Grazie a chi oggi governa e al Rag. Giorgio Romano che rappresenta
l'Associazione e a tutti i donatori di ogni epoca.
Sen. Dott. Rosario Giorgio COSTA
Semplici parole
Un ricordo riconoscente ed affettuoso per il nostro primo Presidente,
il caro Cosimino GARZIA che, nel 1973, si doperò per
far comprendere e mettere in pratica quello che era il motto dell'Associazione
AS.MA.DO.VO.S.:
"Non Abbiate paura di avere il coraggio di amare".
Semplici parole, pregne di vita e di puro altruismo, che hanno
coinvolto i membri del nostro gruppo di volontari e cittadini matinesi.
Giorgio ROMANO
Presidente FRATRES
Un ricordo di Irene Piccinno Provenzano
Nel 1972 giovane insegnate, giunsi a Matino dopo tre anni di "vagabondaggio",
e qui incontrai tre colleghi che conoscevo già da tempo.
Uno di loro in particolare, Ortensio SECLI', mi parlava sempre di
donatori e di donazioni di sangue.
Spinta dalla curiosità volli approfondire il discorso e così
venni a conoscenza dell'esistenza di due gruppi umanitari che, a
Taviano e a Parabita, volontariamente donavano il loro sangue a
chi ne avesse bisogno.
L'idea mi affascinò, anzi mi conquistò. Ne parlai
in famiglia e pensammo di coinvolgere i nostri amici. Il gruppo
si allargò e tutti insieme, animati da nobile entusiasmo,
decidemmo di dare vita alla nostra Associazione: era il 7 maggio
1973.
In quella seduta, proposi di intitolare il nostro sodalizio alla
memoria del Dott. Carmelo Filograna che era da poco deceduto
e che tanto mi aveva sostenuta in un momento molto triste della
mia infanzia.
Non essendo ancora costituiti, ci appoggiammo all'associazione di
Parabita e la nostra prima donazione a favore di un matinese fu
fatta il 13 maggio 1973.
Il nostro primo presidente fu il carissimo Cosimo GARZIA
che rimase in carica fino al 27 giugno 1974.
Poi quando il gruppo crebbe e si fortificò, dopo un anno
di duro lavoro decidemmo di presentarci in veste ufficiale ai nostri
concittadini con la "1^ GIORNATA DEL DONATORE", il nostro
motto era: "NON ABBIATE PAURA DI AVERE IL CORAGGIO DI AMARE"
- 23 maggio 1974.
Dal 27 giugno dello stesso anno e per quasi 10 anni, ho rappresentato
in veste di presidente la nostra associazione.
Quante serate impegnate nella stesura dello statuto sotto la guida
sapiente e paziente dell'avv. Alfonso CAROPPO, fedeli al nostro
obiettivo di aiutare tutte quelle persone che necessitavano di trasfusione
e per le quali il nostro intervento, molte volte, è stato
determinante.
Non è stato, però, facile combattere l'indifferenza
e la diffidenza di coloro che ostacolavano la donazione del sangue
e far capire ai nostri compaesani che non c'era nessun pericolo
nel donare e nessun tornaconto personale in questa nostra opera.
Nonostante tutto, "fra tanti disagi", siamo andati avanti e per
questo dovremmo essere grati a quei pionieri del volontariato che,
silenziosamente e discretamente, donando parte di se stessi, hanno
fatto nascere una nuova coscienza civile in un paese sino ad allora
assopito.
A sostenerci e a combattere accanto a noi ci fu il direttore del
Centro Trasfusionale di Gallipoli, Dante PROVENZANO che con tanta
pazienza, dedizione e tenacia ci spronava ed incoraggiava a procedere
nel nostro intento.
Dal lontano 1973 ad oggi di strada ne è stata fatta tanta
grazie all'impegno dei successivi presidenti ed alla collaborazione
di tutti i soci donatori, veri artefici della solidarietà
nel nostro paese. Donatori che, con il loro sacrificio, hanno fatto
rinascere tanti sorrisi.
Grazie per quello che avete fatto e per quello che farete: Matino
non finirà mai di dimostrarVi la sua gratitudine! Il Vostro
esempio sarà la speranza del futuro.
Irene PICCINNO PROVENZANO
Past Presidente A.DO.VO.S.
Una visione ampia della vita
Ho sempre pensato che l'atto volontario di stendere il braccio
per donare il proprio sangue debba essere considerato l'espressione
di una visione ampia della vita che privilegia la relazione e la
condivisione tra persone.
Alla base di questo gesto non ci può essere soltanto un atto
meccanico, che comunque è finalizzato ad aiutare chi si trova
in stato di bisogno, ma richiama uno stile di vita che dà
centralità al ben-essere proprio e dell'altro.
Penso ancora che tali valori debbano essere testimoniati con atti
concreti, e questo il donatore di sangue lo sa fare bene.
Indicare alle nuove generazioni la positività di questo stile
di vita e promuovere modelli di comportamento pro sociale rappresenta
un alto compito delle associazioni di volontariato.
Con queste idee e con questo intendimento mi sono avvicinato all'ADOVOS
di Matino Associazione Donatori del Sangue "Dott.
Carmelo Filograna".
La mia presidenza ha coperto due bienni: 1983-84 e 1985-86.
Sono trascorsi molti anni, ma ricordo con piacere quando il gruppo,
composto dal sottoscritto, Irene Piccino, Antonio Nassisi, Maristella
Barone, Elvira Provenzano, Annalena Polimeno e Giulio Fusaro, si
ritrovò per continuare il progetto iniziato dai soci fondatori
e portato avanti da quanti ci avevano preceduto.
I nostri incontri di lavoro erano accompagnati da entusiasmo e voglia
di fare, ma anche dal desiderio di coinvolgere quanta più
gente possibile.
Fu un periodo di grande impegno, durante il quale si riuscì
a mettere in atto una serie articolata di attività ed iniziative.
In primo luogo, si puntò a migliorare l'organizzazione
interna attraverso:
- il trasferimento della sede sociale in Via Maria SS. Addolorata
27;
- l'individuazione di una procedura di collaborazione con il Centro
trasfusionale di Casarano per l'invio dei donatori;
- la preparazione di una scheda sanitaria individuale allo scopo
di meglio tutelare il donatore;
- la stampa e la distribuzione ai soci dello statuto con le modifiche
approvate dall'assemblea per rispondere adeguatamente alle
esigenze della realtà associativa e cittadina;
- la realizzazione di uno stemma ottenuto attraverso la rielaborazione
fatta dall'arch. Franco MAGHENZANI del lavoro grafico di
un'alunna di 3° media Enza MARSANO, primo premio di un concorso
finalizzato a questo scopo;
- la stampa di un numero unico de "IL BOLLETTINO", giornalino
realizzato per far conoscere le finalità della nostra associazione
e per veicolare le informazioni tra i soci (ricordo ancora l'impegno
profuso da ognuno di noi per girare, con le mani unte di inchiostro,
la manovella di un ciclostile antidiluviano).
Oltre a questo, furono intraprese le seguenti iniziative finalizzate
a qualificare la presenza dell'ADOVOS "Dott. Carmelo Filigrana"all'interno
della realtà cittadina e per farne conoscere gli scopi sociali:
- venne chiesta la collaborazione dei medici matinesi per una
efficace campagna di sensibilizzazione alla donazione del sangue;
a questo appello risposero i dottori Elio ROMANO, Giuseppe MACI,
Roberto COSTANTINO, Giovanna CAPUTO e Cosimo MELE.
- per il raggiungimento dello stesso scopo, furono coinvolti i
responsabili dei circoli culturali, delle associazioni ricreative
e delle aziende operanti sul territorio matinese;
- venne organizzata una tavola rotonda per evidenziare gli aspetti
medico scientifici della donazione e un corso di educazione sanitaria
realizzato con la collaborazione dei medici di Matino ed in particolare
dei medici dell'Associazione.
Durante il secondo biennio 1985-86 ci furono delle alternanze nel
Consiglio Direttivo e diedero il loro valido contributo il compianto
Antonio TAMBORRINI, Tommaso COSTA, Luigi PROVENZANO e Paolo MURRIERI.
Le attività sociali furono finalizzate a stabilizzare e migliorare
i risultati raggiunti attraverso un ulteriore radicamento nella
realtà matinese al fine di promuovere i valori della solidarietà
e della condivisione che stanno alla base della donazione del sangue.
A questo scopo venne istituita la "Giornata della Solidarietà"
attraverso la quale si intese segnalare e premiare chi tra la cittadinanza
matinese si fosse distinto per un comportamento solidale.
Inoltre, per meglio puntualizzare e allargare l'esperienza
della solidarietà, si presero i primi contatti con l'AIDO
Associazione Italiana Donatori Organi, sez. di Casarano.
Il giornale "IL BOLLETTINO", oltre ad essere uno strumento
di veicolazione di notizie tra i soci, venne distribuito nelle scuole
per farlo arrivare in modo capillare nelle famiglie matinesi.
Il 2 febbraio 1986 si affrontò, attraverso una conferenza
tenuta dal Dott. Prof. GRIMA di Lecce, un tema di particolare rilievo
per la nostra comunità matinese, ossia quello dell'"AIDS
e tossicodipendenza".
Da un punto di vista organizzativo, ci si dotò di uno "schedario
elettronico" con un software realizzato da un nostro socio.
Sul piano ricreativo, non ci si dimenticò di offrire delle
occasioni di incontro tra i soci organizzando una giornata all'aperto
per socializzare e vivere sereni con amici e parenti presso il Camping
"Baia di Gallipoli".
E per finire, si collaborò alla organizzazione di un torneo
di tennis e si partecipò al torneo comunale di calcio.
Le attività svolte in quel periodo e i risultati ottenuti
sono da considerare un tratto del lungo percorso realizzato dalla
nostra Associazione in questi trent'anni. Tuttavia, anche l'impegno
profuso con entusiasmo e gli obiettivi raggiunti dagli altri soci
che si sono alternati nel ricoprire le cariche di responsabilità
vanno al di là della raccolta e distribuzione di sangue.
Dal mio punto di vista, è il contributo di noi donatori alla
costruzione di una società basata sui valori del riconoscimento
e del rispetto dell'altro allo scopo di realizzare un ben-essere
comune. Forse questo è un piccolo passo verso una pace vera.
Andrea DE MATTEIS
Past Presidente A.DO.VO.S.
Un dialogo costruttivo
Nel 1987 ho ricevuto la nomina di presidente A.DO.VO.S.,
un'esperienza che mi ha permesso di proseguire un dialogo costruttivo,
un progetto di incontro e collaborazione per l'agire sociale del
nostro paese. Ricordo volentieri l'impegno dei giovani per le manifestazioni
sportive: quadrangolare e torneo di calcio "Dr. Dante Provenzano",
occasioni importanti per la socializzazione e sensibilizzazione
tra i cittadini. È giusto che i giovani riflettano e si confrontino
con le problematiche della donazione, un atto di partecipazione
nei confronti della società, una manifestazione di rispetto
verso la dignità umana e l'etica della responsabilità.
Accanto a questi ci sono stati anche momenti di disagio e di non
facile risoluzione come quando si registrò, alla fine del
1987, un massiccio esodo di soci di cui molti, poi, andarono a confluire
nella nuova associazione A.DO.S. Il fiore della speranza.
Il nostro obiettivo primario divenne quello di incoraggiare e sostenere,
con maggior determinazione, le varie iniziative promozionali, culturali,
ricreative, sportive volte ad accrescere sia la presenza dell'Associazione
nel territorio cittadino, sia il senso di appartenenza degli iscritti.
Le campagne di informazione e coinvolgimento sollecitarono la cittadinanza
a dare il proprio spontaneo contributo e, a tal proposito, mi piace
ricordare la nomina a socio sostenitore del Sig. Cosimo DE LUCA
custode del Circolo cittadino che si è sempre
prodigato a informare soci e cittadini girando per il paese con
il proprio automezzo dotato di impianto di amplificazione.
Una qualità che ho sempre apprezzato nel nostro gruppo è
lo spirito di iniziativa e creatività non solo rivolto all'"impegno",
ma sempre vivo anche nelle occasioni di divertimento. E' in
questo clima, infatti, che venne proposta, durante una riunione
del consiglio, l'idea di organizzare una gara gastronomica,
manifestazione che è ormai giunta alla XIV Edizione con grande
e comprovato entusiasmo di soci, amici e familiari.
La donazione, pur essendo un gesto essenzialmente intimo e personale,
è costitutivamente sociale e socializzante grazie alla specifica
funzione dell'azione e dell'unione tra gli uomini.
Maria Stella BARONE GARZIA
Past Presidente A.DO.VO.S.
Per spirito di amicizia
Socio fondatore dell'Associazione, insieme ad un gruppo di
amici, nel 1973, aderì più per spirito di amicizia
verso gli altri che per la consapevolezza della missione che mi
apprestavo a compiere. L'età, il non essere stato toccato,
per mia fortuna, dal bisogno non mi diedero subito il senso dell'atto
generoso e nobile che si delineò chiaro e forte nel momento
della mia prima donazione. L'attesa e la speranza di una sacca
di sangue che si leggeva sul volto dei parenti di un bisognoso,
il disappunto di chi attendeva per vendere il proprio sangue: questo
il ricordo della mia prima donazione. Costituire delle Associazioni
di volontariato era necessario ed indispensabile, infatti, da li
a poco il fenomeno lucroso venne ridimensionato fino a farlo sparire
del tutto contribuendo a dimezzare il problema delle famiglie già
provate dalla malattia.
La promozione della cultura del Donare, del Donare con generosità,
"in pochi casi la Donazione veniva praticata nell'ambito
familiare (faceva paura)", fece sì che anche i parenti
stessi contribuissero al fabbisogno del sangue o con donazioni volontarie
o con adesioni alle Associazioni.
Nel 1991 fui chiamato, dall'Assemblea dei Soci, a presiedere
il Consiglio Direttivo dell'allora A.DO.VO.S. "Dott. Carmelo
Filigrana" Matino, ne fui onorato, continuo ad essere grato
a tutti coloro che mi affiancarono, sia dall'interno che dall'esterno,
per il loro operoso e valido contributo in valutazioni e decisioni
di ordinaria amministrazione (tutte le attività promosse
per sensibilizzare alla Donazione; la ricerca di nuovi soci; la
gestione informatizzata dell'Associazione), e straordinaria
importanza (la confluenza dell'A.DO.VO.S nella FRATRES, andata
a buon fine nel 1994; l'inizio timido e sospettoso di un dialogo
per un'unificazione con l'Associazione FIDAS).
Ricordo con orgoglio quel periodo perché in cambio di un
mio modesto contributo per la crescita dell'Associazione ricevetti
una grossa eredità morale e culturale che ha segnato in positivo
il seguito della mia vita.
Spero che l'attuale Direttivo e le generazioni future sappiano
trarre esempi positivi dai trentanni di vita dell'Associazione.
Mario PANICO
Past Presidente A.DO.VO.S.
Il volontariato: fonte di vita
Dieci anni di Presidenza: non un traguardo, ma un viaggio colmo
di responsabilità, sacrifici e soddisfazioni, un viaggio
insieme a tutti i soci per continuare a credere ed a operare nel
volontariato.
Nella "carta dei valori" si definisce il volontario come
la persona che liberamente e gratuitamente, adempiuti i propri doveri
civili e di stato, si pone a disposizione della comunità,
promuovendo risposte efficaci e creative ai bisogni del territorio.
È stato questo il ruolo che abbiamo sempre cercato di sostenere
e valorizzare per garantire al nostro paese una concreta realtà
culturale e sociale. Dare un contributo sincero alla realizzazione
di una comunità libera e felice di poter donare, "risvegliare"
la gioia di vivere. È stato un percorso pregno di cambiamenti:
primo tra tutti, ricordo, il passaggio - in seguito allo scioglimento
delle A.DO.VO.S. - alla FRATRES nel novembre del 1994. L'inizio,
quindi, di un nuovo gruppo sociale più numeroso e disposto
a fornire il proprio impegno. Il nostro obiettivo divenne quello
di intensificare le relazioni con la cittadinanza garantendo una
maggiore conoscenza e coinvolgimento riguardo a tematiche sociali
di notevole rilevanza:
- donazione del sangue midollare
- donazione del sangue ed emoderivati
- partecipazione ai progetti per: l'accoglienza dei bambini
di Cernobyl; il finanziamento per l'acquisto della "gamma
camera"*; raccolta di prodotti alimentari, igienici e di
prima necessità per le popolazioni balcaniche vittime della
guerra.
Avvenimenti questi che ci hanno aiutato ad essere più coraggiosi,
più inclini alla solidarietà, occasioni che hanno
evidenziato il vivo spirito di collaborazione del nostro gruppo,
di tutti i nostri collaboratori, soci amici e familiari. Ognuno
di noi è stato prezioso protagonista di questa nostra "piccola
storia", ma il mio ringraziamento più sincero vorrei
giungesse ai giovani. Forza innovativa, propositiva, dinamica hanno
dimostrato, in questi anni, di essere pienamente pronti e solleciti
in ogni situazione. Sono stati, e continuano ad essere, espressione
positiva, "colorata" , un valido "trade union"
tra i vari livelli dell'associazione, un motore energico che
li ha visti non solo partecipi in gare sportive (Stramatino, tornei
di calcetto, giochi "Estate Insieme") ed attività
ludiche (carnevale matinese, presepe vivente, megatombolata), ma
sono stati anche un gruppo dotato di notevole efficienza e sensibilità
in occasioni più onerose quali, ad esempio, vendita bonsai
per conto dell'A.I.D. a favore della ricerca sull'AIDS
e vendita uova pasquali per conto dell'A.I.L. a favore della
ricerca sulle leucemie. Sono stati questi momenti in cui si è
realmente potuto fare affidamento su loro, con piena soddisfazione
di tutto il nostro gruppo. Insieme ai giovani, inoltre, in aderenza
alle loro esigenze, ma anche in conformità all'avanzare
delle tecnologie e dei nuovi mezzi di comunicazione sono stati sperimentati
con notevole successo:
- progetto genitori
- progetto nuove norme del codice della strada
- corso di informatica
- incontro con gli alunni della Scuola Media
- realizzazione del sito internet: strumento che ci ha permesso
di promuovere le attività del gruppo e collaborare con
altre associazioni di volontariato e istituzioni locali al fine
di incrementare l'impegno civile-sociale sul nostro territorio.
La serietà e la volontà di ciascuno ci ha consentito
di divenire un gruppo più unito, più forte ed impegnato.
Siamo riusciti a trasferirci in una nuova sede al centro del paese,
in un locale più ampio che ci permette una migliore gestione
per le attività di amministrazione ordinaria, ma soprattutto
una maggiore efficienza riguardante le donazioni oggi possibili
anche in sede.
Il volontariato è una fonte di vita che proviene indifferentemente
da tutti gli strati sociali, da diversi quartieri: gesti, parole,
idee che si mescolano e si confondono anonimi, gratuiti, periodici
per la Vita.
Giorgio ROMANO
Past Presidente A.DO.VO.S.
Presidente FRATRES
* Importante strumento di diagnostica e terapia dei tumori alla
tiroide donato dalla FRATRES nazionale all'Istituto di Endocrinologia
dell'Università di Pisa
Un atto di altruismo
La celebrazione del trentennale della nostra Associazione FRATRES
cade in pieno Tempo Pasquale, e la Pasqua non è solo Risurrezione
di Gesù Cristo, ma è passione, morte e risurrezione.
Pasqua è fare memoria, e quindi rivivere la salvezza che
Cristo ci ha meritato con lo spargimento di tutto il suo sangue.
Se la donazione di un po' del nostro sangue può dare la salute
fisica ad una persona, lo spargimento di tutto il sangue di Cristo
nella sua passione e morte ha dato la salvezza, cioè la salute
spirituale, il perdono dei peccati e quindi la felicità eterna
non ad una persona, ma a tutto il genero umano.
E dello spargimento di quel sangue l'umanità aveva assoluto
bisogno, perchè, dice l'apostolo Paolo, "sine
sanguinis effusione non fit remissio" (senza spargimento
di sangue non si può avere perdono dei peccati).
Naturalmente, è necessario poi che ciascuno collabori con
l'azione divina aprendo il cuore ad accogliere i frutti della
Pasqua, e quindi a ricevere la salvezza.
Stando così le cose, non è una forzatura dire che
a Gesù Cristo bisognerebbe dare il diploma e la medaglia
come primo donatore di sangue in assoluto, in rapporto a tutta l'umanità.
Siamo in buona compagnia, quindi, quando noi porgiamo il braccio
all'infermiere per offrire un po' del nostro sangue ad
una persona sconosciuta a noi, ma non a Dio. E' un atto di
altruismo puro, gratuito, disinteressato, prezioso. Ed è
giusto che quel gesto si svolga nell'anonimato secondo lo spirito
del Vangelo, le cui parole mi permetto di riportare per intero,
quasi a suggellare questa mia riflessione, che fraternamente sottopongo
all'attenzione di tutti, donatori e non: "Guardatevi
dal praticare le vostre buone opere davanti agli uomini per essere
da loro ammirati, altrimenti non avrete ricompensa presso il Padre
vostro che è nei cieli.
Quando dunque fai l'elemosina (doni il sangue), non suonare
la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe
e nelle strade per essere lodati dagli uomini. In verità
vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. Quando invece
tu fai l'elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che
fa la tua destra, perché l'elemosina resti segreta:
e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà"
(Matteo 6, 1-4).
Don Giorgio CRUSAFIO Assistente spirituale FRATRES
Un dono meraviglioso
Socia del gruppo donatori di sangue da tantissimi anni, il mio
ruolo è stato principalmente quello di garantire un'assistenza
sanitaria e contribuire alla diffusione delle conoscenze medico-specialistiche
sulla donazione del sangue e degli emoderivati. È infatti
necessario sapere ed essere consapevoli che oggi la donazione non
aiuta soltanto i bisognosi di trasfusioni, ma permette di salvare
più vite, grazie ai processi della scienza e della medicina
rivolti anche al trapianto di organi e sangue midollare.
Occorre quindi incrementare la formazione del volontario sulla
cultura della donazione che è cultura della corporeità
umana, della salute in nome del valore della vita.
Ho sempre creduto che il volontariato costituisca un servizio indispensabile,
concreto e diretto che implica il coinvolgimento libero, spontaneo
per il benessere della società, per il suo crescere e progredire
nella Storia.
È un'esperienza che "denuncia" davanti
ai nostri occhi realtà umane difficili, ci aiuta a spogliarci
dell'indifferenza e superficialità di cui spesso siamo
facili prede in questa nostra società avvezza alle esteriorità
e formalismi.
Nei valori del donatore non compaiono questi termini, al contrario
si recitano e si mettono in pratica queste parole "La Repubblica
tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo ed
interesse della collettività", spetta quindi a tutti
quanti compiere volontariamente un piccolo gesto per il futuro dell'altro.
La Costituzione italiana impone, pertanto, la realizzazione non
solo di presidi sanitari, ma anche la formazione di quella coscienza
sanitaria nel cittadino.
E' un modo di aiutare noi stessi, a sentirci più grandi
in un mondo che ci vede piccoli nei gesti che dovremmo compiere
e non compiamo. Matino da trent'anni ha avuto l'occasione di renderci
protagonisti del sogno di tanti malati: continuare a vivere, ad
assaporare la gioia della compagnia, dell'amicizia, dell'amore.
Ci sono tante persone che aspettano di ricevere un contributo come
dimostrazione di solidarietà e fratellanza, persone che con
una trasfusione possono stare meglio e che in casi d'emergenza,
senza quel contributo, non potrebbero più partecipare del
dono meraviglioso della "VITA". Donare, dunque, è
un gesto che ha il potere di farci sentire più utili, più
uniti e che ci permette di ricevere un semplice ma prezioso "grazie".
Rita ROMANO PULIMENO
Assistente sanitario FRATRES
Un legame di sangue
Tra me, la mia famiglia e "l'Associazione Donatori Volontari
di Sangue Dr. Carmelo Filograna" c'è, posso davvero
dire, un legame di sangue.
Ho chiaramente presente quando, subito dopo la scomparsa di mio
marito avvenuta il 4 febbraio del 1972, Roberto Costantino, oggi
apprezzatissimo medico, venne a comunicarmi il proposito di costituire
a Matino un'associazione di donatori volontari di sangue intitolata
allo zio, mio marito. Ne fui commossa, anche perché l'immagine
del medico e quella del donatore di sangue idealmente si fondono.
E perciò, per me e le mie figlie, la figura generosa e delicata
di mio marito ben sarebbe rimasta proiettata nel tempo attraverso
un'associazione di donatori volontari di sangue.
Non spetta a me parlare di mio marito per farlo conoscere ai giovani
soci della nostra Associazione. Affido il suo ricordo a una pagina
del dr. Costantino, pubblicata nel Bollettino dell'Associazione
del 1985:
"A circa quattordici anni dalla sua scomparsa, ci sembra
doveroso rivolgere un pensiero riverente e nel contempo affettuoso
alla Persona cui fu intestata la nostra Associazione.
La scelta del nome di Carmelo Filograna non fu casuale: gli scopi
profondamente umanitari che ci prefiggevamo di realizzare e per
i quali oggi operiamo, si rifanno all'esempio che, nella sua
troppo breve vita, seppe darci quell'uomo retto, integerrimo,
esemplare sotto tutti gli aspetti.
Medico capace e valente pediatra esercitò la sua professione
con spirito di sacrificio e profonda dedizione.
Amministrò il nostro Comune, rivestendo la carica di Sindaco,
per un periodo purtroppo breve, fino alla sua morte, con estrema
onestà e al di sopra delle parti, rivelando doti di grande
disponibilità e di apertura verso i problemi della cittadinanza.
Uomo semplice fra i semplici, chi lo conobbe da vicino seppe intuire,
nella sua riservatezza, una profonda ricchezza spirituale, un'intensa
forza ideale, che si traduceva nei rapporti umani in tanta bontà,
comprensione, disponibilità verso gli altri.
Con questa breve nota non abbiamo inteso solo commemorare la figura
dell'uomo e del professionista, il cui ricordo è vivo
nel cuore di tutti noi che lo conoscemmo da vicino, ma vogliamo
anche che l'esempio da lui dato possa esserci di guida e ci
riconfermi negli ideali che la nostra Associazione deve raggiungere
e realizzare".
In quel 1972, parallelamente al proposito di Roberto e dei suoi
amici, anche la cara Irene Piccinno Provenzano maturava la volontà
di dar vita a Matino ad un'associazione di donatori volontari
di sangue. Le due intenzioni, quella di Roberto e quella di Irene,
confluirono. Irene si dedicò al progetto con l'energia
e l'entusiasmo che la caratterizzano e, nella primavera del
1973, nacque a Matino la nostra Associazione, della quale i soci
mi fecero l'onore di volermi Presidente onoraria.
Grazie a questo ruolo ho potuto seguire da vicino l'itinerario
trentennale del sodalizio. Alla scadenza biennale dei mandati, ricordo
che, in sede di assemblea, davo voce ai sentimenti di gratitudine
e di stima dovuti a direttivo e soci per un impegno che mi lasciava
ammirata per l'intensità, la qualità, la serenità
e la modestia con cui veniva e continua ad essere profuso.
Lungo il suo cammino l'Associazione si è dovuta anche
confrontare con problemi delicati e difficoltà che ha sempre
risolto guidata dallo spirito di un volontariato che non si fa tentare
né dalla vanità né dal potere, ma è
servizio autentico.
Concludo permettendomi di osservare che i miei carissimi concittadini
troppo spesso, a torto, lamentano "l'inerzia" del
paese: un'associazione come la nostra, onesta, tenace e numerosa,
che vanta trent'anni di attività, contraddice, insieme
con le altre numerose iniziative locali, il comune severo giudizio.
I Matinesi sono portatori fedeli e creativi di molti valori religiosi
e civili.
Vittoria PERRELLA FILOGRANA
Presidente Onorario FRATRES
Fare il bene e farlo bene
Quando la Sig. Maristella Barone e la prof.ssa Filograna Perrella
vennero a trovarmi, per chiedermi se avessi voluto impegnarmi nell'attività
di volontariato dell'allora A.DO.VOS, confesso che non ebbi
in un primo momento quel lodevole slancio, che dovrebbe caratterizzare
ogni attività di questo genere. Di solito ogni uomo pensa,
come si suol dire, sempre alle cose sue e con l'andare
del tempo si dimentica che ci sono anche le cose degli altri. Si
fa un gran parlare tra i filosofi della politica per trovare il
modo in cui le cose proprie non siano in contrasto con le cose degli
altri. Ognuno di noi, in qualche circostanza particolare, ha potuto
fare l'esperienza che questo dibattito tra i filosofi è
quasi un falso problema. Se uno di noi ha avuto improvvisamente
bisogno di sangue per un proprio familiare e dopo aver passato attimi
di smarrimento per non saper cosa fare e a chi santo votarsi e,
infine, ha trovato un'Associazione di donatori pronta a venirgli
incontro, avrà toccato con mano che solo quando si pensa
che le cose degli altri sono cose di tutti e, quindi,
anche cose proprie, il problema della convivenza e della politica
in genere trova la sua soluzione più umana.
Proprio in quegli anni studiavo un filosofo francese, Pierre Leroux,
che aveva scritto nel lontano 1841 un libro, intitolato De l'Humanité,
giudicato dalla critica come il primo Vangelo della solidarietà
laica. Fu questo filosofo che usò per la priva volta il termine
di solidarietà secondo un significato sociale, laddove
prima aveva avuto solo un significato giuridico. Per capire la portata
storica di quel libro è sufficiente pensare che il primo
Vangelo della solidarietà cristiana vide la luce quasi 150
anni dopo, nel 1987, anno in cui l'attuale papa Giovanni Paolo
II, pubblicò la Sollicitudo rei socialis, dove risolve
alla radice tutti i problemi della solidarietà, sui quali
laici e cattolici discutevano da più di un secolo, ossia
dagli anni della Rerum Novarum del 1891.
Mentre ero preso da tutti questi problemi, sui quali meditavo da
alcuni anni, la proposta che mi fecero la Sig. Barone e la Sig.
Perrella-Filograna, anche se mi trovò impreparato sul momento,
non cadeva per così dire tra le spine, come il seme del seminatore
della parabola del Vangelo. Dopo quell'attimo di esitazione,
accettai con entusiasmo di entrare in Associazione e ne divenni
presidente nel biennio 1989-1990.
Fu un biennio di intenso lavoro, ricco di iniziative a carattere
culturale e sociale, tutte miranti ad aumentare il numero dei donatori,
perché un numero maggiore di donazioni voleva dire maggiore
utilità sociale dell'Associazione, il cui obiettivo
principale era e rimaneva soltanto questo. Secondo anche lo spirito
dello stesso Statuto, cercai di tenere lontano l'Associazione
dai miseri giochi, nei quali a volte s'impelagano e vi rimangono
invischiate tante Associazioni del nostro paese, che si costituiscono
e si sciolgono a intermittenza, seguendo l'andamento stagionale
di certe ben note ricorrenze.
Purtroppo questo spirito di Associazione, che è abbastanza
vivo nel nostro paese, trova in queste infiltrazioni esterne la
causa della propria decadenza. È capitato e continua a capitare
che le lotte e i conflitti politici e sociali vengano importati
clandestinamente nelle Associazioni che sorgono nel nostro paese
o, almeno, si tenta di importale, cosicché il fine per cui
nasce la stessa Associazione si trasforma in animale ospite e il
fine importato dall'esterno diventa animale parassita. Il risultato
è che il fine parassita finisce con il distruggere il fine
ospite. È la triste storia di diverse associazioni, sorte,
sparite o vivacchianti nel nostro Paese. Ma questa non è
stata la storia dell'A.DO.VOS per la prudenza e l'intelligenza
dei suoi Fondatori, dei suoi presidenti, che si sono succeduti nel
tempo, e di tutti i suoi soci.
Scrivo queste cose a lode dell'Associazione prima A.DO.VOS,
ora FRATRES e soprattutto di tutti i suoi donatori passati e presenti,
che hanno donato il proprio sangue, convinti che le cose degli
altri sono anche le cose loro. Il loro obiettivo è stato
sempre quello di ricostituire tutte quelle vite, che stavano per
andare perdute, e quello di far ritornare anche il sorriso e la
speranza dapprima nei beneficiari e poi in tutti i loro familiari.
Questi ultimi dovrebbero essere eternamente grati a quest'Associazione,
segno vivente di quell'amore che dovrebbe unire tutti gli uomini
in un'unica grande famiglia. La grande famiglia umana.
Termino con l'augurare all'Associazione di continuare,
come per il passato, a fare il bene e di farlo bene.
Fernando FIORENTINO Past Presidente A.DO.VO.S.
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